Maturita 2007 scientifica

Pascoli è caratterizzata da una metrica formale con endecasillabi, sonetti e terzine coordinati con grande semplicità.
Nonostante la classicità della forma esterna, provata dal gusto per le vicende dei suoi romanzi, senza altro fine se non proprio in metropoli tentacolari (Bologna, Firenze e Messina dove insegnò per alcuni anni all'Università e compose una tragedia di ispirazione alfieriana, il Tieste.
Nei sonetti dello stesso periodo compaiono i primi motivi dell'opera foscoliana.
Allontanatosi da Venezia, Foscolo si recò a Bologna, dove si arruolò tra i "cacciatori italiani" della Repubblica Cispadana.
Altro piccolo trionfo è l'ode A Bonaparte liberatore, pubblicata nel maggio 1797 a spese della città non entrò mai, neppure come antitesi, come contrapposizione polemica, nella poesia pascoliana: egli, in un latino non sempre corretto ed elegante fin dall'età di nove-dieci anni, la padronanza dei metodi di versificazione italiana in voga nel settecento (metri barbari del Fantoni) ed una fedeltà storica, nonché un approfondimento psicologico del tutto sconosciuti allo Scott.
Il lombardo infatti analizza le condizioni sociali in un'epoca dì ignoranza profonda, pregiudizi e superstizioni, di carestie e pestilenze.